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Il progetto

La prima finalità del lavoro dell'osservatorio è la produzione, oltre al necessario monitoraggio, di conoscenza qualitativa delle aree marginali: conoscenza degli stili di vita, delle aspettative, delle culture. Una conoscenza in grado di cogliere sia i comportamenti che gli atteggiamenti dei soggetti che compongono queste aree.

Punto di riferimento è il mutamento della società riminese e la relazione con la condizione di povertà. Un mutamento che ha cambiato questa realtà sia in termini di composizione sociale, con riferimento ai nuovi immigrati (quindi novità sia quantitative che qualitative), sia in termini di modificazione delle relazioni presenti al suo interno (quindi novità sostanzialmente qualitative).
Il mutamento sociale ha reso il territorio riminese una zona di frontiera dove si stanno realizzando esperienze sociali che, forse, non hanno eguali nell’intero paese.
I settori di lavoro dell’osservatorio, al fine di indicare quali sono le aree interessate a questi mutamenti e sulle quali già è stato avviato un lavoro di ricerca, si possono elencare come segue:

Gli orientamenti presenti in alcune fasce della popolazione anziana, in particolare quelle che non sono in relazione con i servizi.

    •  Le trasformazioni avvenute (ed in corso) che interessano aree marginali del mondo giovanile.
    •  Il rilievo sociale e culturale della popolazione detenuta nella casa circondariale,
    di coloro che utilizzano misure alternative alla detenzione e degli ex detenuti.
    •  La diffusione, la condizione e la situazione delle donne capofamiglia con figli.
    •  Lo stato sociale, culturale e giuridico delle comunità immigrate.
    •  La condizione e le relazioni sociali delle persone portatrici di handicap e delle loro famiglie.
    •  La situazione, la composizione e le caratteristiche delle popolazioni rom e sinti.
    •  La presenza delle persone senza dimora in relazione alle condizioni di vita, alle aspettative e alle prospettive.
    •  La condizione dei tossicodipendenti, gli stili di vita e la diffusione del fenomeno della tossicodipendenza.
    •  La condizione delle prostitute e la diffusione della prostituzione.

     


In sintesi, all'interno di queste aree i compiti dell' osservatorio sono:

    •   determinare la popolazione di riferimento;definire le situazioni a rischio;
    •   offrire elementi di conoscenza in grado di orientare gli interventi dei servizi;
    •   studiare gli elementi che le caratterizzano come portatrici di culture altre


Su quest'ultimo punto occorre precisare che il riferimento a culture altre non è solo rivolto a comunità immigrate ma anche a tutta l’area delle sub-culture che non sono integrate nella cultura dominante (alcune aree giovanili, particolari aree composte da anziani, specifiche situazioni di disagio sociale).
Quindi aree sociali che possono essere interessate, più di altre, da fenomeni di povertà, di povertà estrema, spesso non riconosciute dai servizi, sia perché essi agiscono su domanda, sia perché queste povertà non si manifestano nei modi tradizionali, sia perché non sono intercettabili da politiche sociali standardizzate e che per tutto questo (ma non solo) potremmo definire aree di povertà silenziosa.

La definizione di queste aree non vuol significare l'assunzione di categorie definite entro le quali collocare le forme di povertà estrema, ma solo una prima indicazione di lavoro, consapevoli che queste forme di povertà nelle società complesse sono riconducibili solo a percorsi individuali non riferibili a categorie esclusive.
La prima funzione dell'osservatorio è quindi la conoscenza della realtà sociale al fine di orientare la progettualità ad essa rivolta.
L'osservatorio offre un servizio alle istituzioni, enti e, in particolare, alle associazioni con le quali ha già avviato feconde relazioni.
Inoltre, mutuando l'esperienza in campo urbanistico, i progetti formulati debbono essere sottoposti ad una sorta di valutazione d’impatto sociale in grado di misurare, sulla base di opportuni indicatori, il livello qualitativo e quantitativo della loro influenza sui soggetti interessati e sul contesto sociale. Alla valutazione iniziale occorre far seguire, durante la loro realizzazione, processi valutativi in itinere che possano riorientarne l'implementazione. Infine, i risultati degli interventi sociali debbono essere valutati in rapporto agli effetti prodotti, non tanto per assegnare punteggi di risultato ma, soprattutto, al fine di diffondere le esperienze realizzate, sotto tutti gli aspetti, siano essi positivi o negativi. Gli interventi sociali, soprattutto in una realtà profondamente cambiata e in continuo mutamento, mal si prestano a giudizi definitivi, richiedono invece molta sperimentazione, ma questa, necessariamente, deve essere accompagnata da processi valutativi.

Una seconda finalità dell'osservatorio è quindi quella di fare ricerca valutativa, sulla base di opportuni indicatori condivisi dal mondo scientifico. Assumendo anche i parametri dell'efficienza, dell'efficacia e dell'economicità dei progetti, degli interventi e dei risultati, rapportati alle scienze sociali.
In rapporto a questa seconda finalità i referenti dell'osservatorio sono:

    •   tutti coloro che si propongono la formulazione di progetti d'intervento sociale;
    •   coloro che i progetti li finanziano o concorrono al loro finanziamento;
    •   coloro che i progetti li realizzano;
    •   coloro che rispondono dei risultati prodotti nel corpo sociale dalla realizzazione dei progetti.


Anche con riferimento a questa seconda finalità i referenti dell'osservatorio sono quindi le istituzioni, gli enti e le associazioni che operano in campo sociale. Ognuno con proprie motivazioni o con sensibilità maggiori sull'uno o sull'altro aspetto: sulla credibilità dei progetti, sulla produttività della loro realizzazione, sulla incisività dei risultati, sul costo finanziario.
L'osservatorio, oltre ad offrire un servizio ad enti, istituzioni ed associazioni agisce in piena autonomia, ciò al fine di poter operare al di fuori da condizionamenti che non siano di carattere meramente scientifico, legati cioè al merito e al metodo della ricerca.
L'Osservatorio per la Ricerca Sociale permanente nella provincia di Rimini opera all'interno dell'Istituto di Scienze dell'Uomo, un'associazione "storica" del riminese.

La terza finalità del progetto dell'osservatorio consiste nell'offrire ai suoi referenti una bibliografia completa ed aggiornata dei testi di approfondimento sulle tematiche oggetto delle ricerche sociali, predisponendo, inoltre, una biblioteca specializzata presso l'Istituto di Scienze dell'Uomo, ed arricchendo, sotto questo aspetto, una funzione già in essere dell'Istituto.

La quarta finalità dell'osservatorio riguarda la predisposizione di un servizio d'informazione, tramite la costruzione di collegamenti internet, in merito ai siti di associazioni sociali, enti ed istituzioni che possono supportare l'elaborazione di progetti, l'accesso a finanziamenti ed ogni azione finalizzata all'intervento sociale rivolta alle aree marginali della società.

Il progetto, infine, si propone l'obiettivo di contribuire alla costruzione di una rete di osservatori provinciali su scala regionale e, possibilmente, sull'intero territorio nazionale.