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Storia dell'Istituto
PER UNA LEGITTIMA AUTONOMIA DEL LAICATO CATTOLICO

L’Associazione denominata ISTITUTO DI SCIENZE DELL’UOMO nasce agli inizi degli anni sessanta come Circolo culturale J. Maritain per iniziativa di un gruppo di cattolici impegnati attorno ai temi sollevati dal dibattito conciliare e dalle encicliche giovannee. In particolare l’attenzione è posta sull’impegno dei cristiani nella vita politica e sociale e sui temi etico-religiosi.

Il circolo J.Maritain svolge in quegli anni un ruolo attivo nell’ambito di quel più vasto movimento denominato dei gruppi spontanei assieme a riviste come "Testimonianze" di Padre Ernesto Balducci e "Questitalia" di W. Dorigo.

Jacques Maritain

Al centro del dibattito:
- il superamento della dottrina sociale della Chiesa
- l’autonomia del cristiano nell’impegno politico e sociale
- un’etica che abbia come riferimento lo sviluppo integrale dell’uomo

L’impegno continua negli anni del dopo concilio sui temi del rinnovamento della Chiesa italiana:
-per una chiesa meno dogmatica e più aperta al dialogo interconfessionale
-per una maggiore autonomia e responsabilizazzione del laicato cattolico nella costruzione della “città dell’uomo”
-per un rinnovamento teologico che tenga conto dello sviluppo tecnico, scientifico e umanistico del ventesimo secolo


DALLA PARTE DELLE CLASSI SUBALTERNE

Negli anni Settanta il Circolo J.Maritain prende parte attiva alle lotte sociali, politiche e civili di quegli anni, collocandosi in quel vasto movimento che nell’ambito del rinnovamento conciliare, va sotto il nome di “sinistra cristiana”.

Il Circolo J.Maritain, diventa punto di riferimento cittadino e nazionale sia per il movimento delle “comunità di base” sia per quello dei “ cristiani per il socialismo ”.

Matura in quegli anni nella coscienza di molti cristiani, anche in movimenti istituzionali (ACLI, FUCI, AC, ecc) la necessità di una scelta politica a fianco della classe operaia per un rinnovamento radicale della società italiana: la scelta di una militanza nella sinistra diventa così obbligata.

Camilo Torres

Essa si traduce anche nella richiesta di una Chiesa:
-che rompa i tradizionali legami con le classi al potere e le oligarchie;
-che si ponga al fianco ed al servizio dei più poveri ed ultimi per la loro emancipazione;
-che abbandoni definitivamente ogni pretesa integrista per diventare sale e lievito nella pasta del mondo.

La teologia della liberazione, la pedagogia degli oppressi, le lotte di liberazione nel Terzo Mondo diventano i punti di riferimento teorico-pratici.

Questi sono anche gli anni della militanza di molti cristiani, senza appellativi, senza distinguo, nei movimenti sindacali,politici,civili nati dalle lotte operaie, studentesche e per i diritti civili; una visione secolarizzata del proprio impegno di fede che abbandoni definitivamente la pretesa di una presenza autonoma di cristiani nella società ma superi anche la visione dicotomica dei due piani.



UOMO TRA GLI UOMINI

La fine degli anni Settanta, assieme al tramonto della stagione dei “movimenti” porta con sé anche la conclusione di tutte queste esperienze. Si apre un tempo di bilanci anche per l’area della “sinistra cristiana” a Rimini. Si avverte forte l’esigenza che non sia dispersa la ricchezza ed il patrimonio di riflessione e di esperienze accumulatesi in quegli anni: nasce così il Centro di documentazione J.Maritain (1978) con l’intento di avviare un lavoro sistematico di raccolta e catalogazione di tutti i materiali e stampe (libri, riviste e documenti) prodotti nell’ambito delle diverse esperienze per metterlo a disposizione non solo di studiosi ma soprattutto delle nuove generazioni.
Parallelamente si fa strada la necessità, dopo la stagione dell’azione, di riprendere una riflessione totalmente laica sull’uomo e sugli uomini; nasce così nel 1980, il Centro Studi J. Maritain. Sono anni caratterizzati da un intenso fiorire di iniziative, di ricerche teoriche e sul campo nei diversi settori delle “scienze umane”: dalle scienze religiose alla filosofia, dalla sociologia alla psicologia ed alla antropologia. Logo ISU

Questo intenso lavoro conduce sul finire degli anni ottanta (1987) alla nascita dell’ISTITUTO DI SCIENZE DELL’UOMO. La nuova associazione già nella sua denominazione dichiara così di voler assumere nel suo progetto i temi e lo studio della ricerca sull’uomo non certo con l’assurda pretesa di ricostruire un discorso unitario ma bensì di decifrare con la serietà ed il rigore della ricerca scientifica ;ciò che ci è dato conoscere.

Parafrasando lo stesso simbolo dell’Istituto si potrebbe dire che pur rimanendo l’uomo l’enigma da decifrare («Quale chimera è dunque l’uomo?» Pascal) esso resta comunque all’interno dell’intricato labirinto del sapere dove diversi sono i percorsi che ad esso conducono ciascuno caratterizzato da propri metodi e statuti. Da questo punto di vista l’Istituto attiva iniziative di studio e di ricerca attorno ai temi dell’uomo nella sua storicità, utilizzando strumenti non univoci, indagando domande teoriche e pratiche, attraverso una pluridisciplinarità non certo intesa come risolutiva.