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NEWSLETTER APRILE 2018
Oggetto: NEWSLETTER APRILE 2018
Data invio: 2018-04-12 09:05:08
Invio #: 80
Contenuto:

ISUR/ NEWSLETTER APRILE 2018

SOMMARIO

  1. 1. Summer school
  2. 2. Seminario “La meditazione buddhista. Per una fenomenologia del corpo e della mente”

  1. 1. Summer school:  5/9 settembre 2018

Teoria e Metodologia per la Ricerca sul Campo nello studio dell’ Invisibile

Programma

Il programma estivo -diretto da docenti e ricercatori universitari di fama internazionale, altamente qualificati e responsabili di ricerche antropologiche sul campo a lungo termine in Malesia, Nepal e India- si rivolge a studiosi (junior e senior) con particolare interesse per lo studio di sistemi religiosi e ontologici in cui sia particolarmente rilevante la sfera dell’Invisible.

Tutte le culture sono popolate da agenti non visibili. Questi possono essere entità non umane, spiriti, divinità e fantasmi ma anche gas, radioattività, social media o la stessa economia di mercato.

Bruno Latour nel suo studio intitolato “On the Modern Cult of Factish Gods” (2010. Durham, NC: Duke University Press), definisce regimi di invisibilità i complessi apparati/meccanismi di pratiche, mediatori, conoscenze e tecnologie che rendono appunto “visibile” l’invisibilità, dimostrando come gli agenti invisibili non debbano essere meramente intesi come costrutti sociali e teorici.

Ma come affrontare scientificamente il mondo dell’invisibile? Quale è la posizione del ricercatore? Quali gli strumenti più appropriati? Come rendere le nostre personali esperienze sul campo efficaci strumenti di ricerca, specie se in relazione a innovative tendenze teoriche in nuovi e affascinanti settori come per esempio quello definito “extra-ordinary anthropology”[1]? Nell’ultimo decennio, in discipline sociali e umanistiche è evidente l’aumento della richiesta come anche la necessità di sperimenare nuovi strumenti metodologici, meno rigidi e convenzionali, maggiormente riflessivi e soprattutto più idonei alla comprensione e alla successiva descrizione dell’alterità.

Nella pletora di offerte di scuole estive che propongono tematiche antropologiche, il programma proposto è il primo a livello europeo (se non mondiale), a trattare dal punto di vista metodologico e teorico, tematiche che negli ultimi anni sono diventate argomento di acceso dibattito a livello teorico in campo antropologico, filosofico e di scienze e storia delle religioni.

La scuola estiva, inizierà con una sezione dedicata all’apprendimento degli strumenti etnografici e al loro uso critico in relazione a ricerche in cui sia prevalente la presenza della Invisibilità, per proseguire con dibattiti, workshop ed esercitazioni che si terranno principalmente a San Giovanni in Galilea e presso  il Museo degli Sguardi (Rimini), un piccolo (ed esclusivo) gioiello che ospita una collezione di pezzi etnografici asiatici, oceanici e africani di estremo interesse. Durante la visita al museo i partecipanti si cimenteranno nella sperimentazione dell’incontro muto con oggetti rituali, che rappresentano -per le culture da cui provengono- testimonianze  e “presenze” tangibili del mondo invisibile. La visita al Museo degli Sguardi ci permetterà inoltre di interrogarci sulla vita “extra-ordinaria” degli oggetti rituali, dandoci modo di partire dalla cultura materiale per poi passare al mondo dell'"immaterialeinvisibile", analizzando le reciproche implicazioni.

 

San Giovanni in Galilela

La scelta del piccolo e bellissimo borgo San Giovanni in Galilea, in provincia di Forlì-Cesena, per lo svolgimento della scuola estiva, permetterà a partecipanti e docenti una immersione totale e continua nelle tematiche trattate  durante i quattro giorni di convivenza.

Il borgo vanta un passato storico di estremo interesse. Venne citato per la prima volta in due pergamene ravennati del Codice Bavaro fra il 750 e il 980. La storia medievale di San Giovanni in Galilea è segnata  dagli scontri armati fra la Chiesa,i Montefeltro di Urbino e i Malatesta di Rimini. Dal 1231 San Giovanni faceva parte della Signoria del Comune di Rimini e alla fine dello stesso secolo passò ai Malatesta. Fra il Quattro e Cinquecento due emblematiche figure abitarono il Castello: il conte Ramberto detto “il Filosofo” – mago, astrologo e alchimista - e Leonida Malatesta, detto “il Pazzo”, le cui morte e scomparsa dal Castello è ancora avvolta di mistero. Secondo fonti storiche, a soli 13 anni e in seguito a circostanze sconosciute, Leonida perse il senno e fu protagonista di molti fatti inquietanti nella Rocca del Castello di San Giovanni .

Nel 1463  Federico II di Montefeltro, Duca di Urbino, conquistò San Giovanni e lo consegnò  a Papa Pio II che a sua volta la infeudò a Carlo I del ramo dei Malatesta di Sogliano. Nel 1658, alla morte del conte Ludovico Malatesta, la Santa Sede costituì a San Giovanni un governatorato. Dopo la caduta della Repubblica Romana, San Giovanni diventò uno dei punti di transito e sosta di Giuseppe Garibaldi.

Il borgo, attualmente  abitato da poche decine di persone, rimane un centro di estremo interesse culturale e ospita il bellissimo Museo Archeologico e Biblioteca Renzi.

A chi rivolge la scuola estiva?

La scuola estiva è pensata per antropologi, scienziati sociali, culturali e delle religioni di tutti i livelli e le età ma è ugualmente aperta a chiunque sia interessato/a ad apprendere innovative tecniche di ricerca sul campo e teorie in particolare relazione col mondo dell’Invisibile. Non è richiesta nessuna particolare preparazione precedente.

Numero minimo di partecipanti: 15

Numero Massimo di Partecipanti : 20

Costo: € 400 (comprensivo di vitto e alloggio)

Informazioni riguardo vitto e alloggio: gli allievi alloggeranno presso case private, in camere doppie, all’interno del borgo. Convenzioni con il bar e ristorante del borgo, per il vitto.

S. Giovanni in Galilea: è un piccolo borgo nella cintura collinare di Santarcangelo di Romagna. Comuni adiacenti Borghi e Sogliano sul Rubicone. Si può raggiungere in autobus da Rimini.

Docenti (in ordine alfabetico)

Stefano Beggiora, Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea, Università Cà Foscari, Venezia

Diana Riboli, Presidente ISARS (International Society for Academic Research on Shamanism), Panteio University of Social and Political Sciences, Atene

Davide Torri, Segretario ISARS, Cluster of Excellence Asia-Europe, Università di Heidelberg

 

  1. 2. Scuola superiore di filosofia orientale e comparativa.

Master in studi orientalistici ed interculturali.

Meditazione buddhista. Per una fenomenologia del corpo e della mente.

Sabato 27 aprile (10/13 – 14,30/18,30)

domenica 28 aprile(9,30/12,30)

docente Aldo Natale Terrin

Il modo di meditare che è proprio del mondo buddhista è unico e del tutto particolare. Si tratta di un metodo che è basato su una sola modalità essenziale chiamata "consapevolezza". Consapevolezza significa qui  "auto-consapevolezza", "introspezione", "osservazione dell'io che osserva se stesso", e nello stesso tempo significa "distanza dal mondo", quasi una messa in parentesi di tutto il pensiero mondano, come è richiesto nell'epoché fenomenologica di Husserl.

Questo genere di meditazione - indagata dal prof. Terrin seguendo i testi antichi del Canone Pali (I sec. a.C.) - ha una valenza spirituale che permette di afferrare il significato anche esistenziale del buddhismo: essa è un valido antidoto contro le situazioni di disagio e ansia tipiche della nostra cultura. E' però soprattutto il suo valore conoscitivo a essere qui indagato: il metodo proposto per prendere coscienza di sé - e la sua forza mistica di possibile via al nirvana - costituisce un fertile terreno di dialogo tra scienze cognitive e fenomenologia, che sono invitate a riconoscersi reciprocamente integrandosi per giungere a un'autentica concezione dell'io nel suo rapporto con la trascendenza.

Aldo Natale Terrin

Già docente di Fenomenologia della religione presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova e di Antropologia della religione presso l’Istituto di Scienze Religiose “Italo Mancini” di Urbino. Utilizzando un metodo di indagine comparativo e fenomenologico, nelle sue ricerche teologiche si è occupato dell’analisi di alcuni temi chiave (tra cui mistica, rito, salvezza, profezia, liturgia) delle religioni mondiali e dei nuovi movimenti religiosi, giungendo a sottolineare l’intreccio tra sfera del sacro e dimensione antropologica. Tra le sue opere: Il respiro religioso dell’Oriente (Bologna 1997); Il rito. Antropologia e fenomenologia della ritualità (Brescia 1999); Mistiche dell’Occidente (Brescia 2001); Religione e neuroscienze. (Brescia 2004); Liturgia ed estetica (a cura di, Padova 2006); Riti religiosi e riti secolari (a cura di, Padova 2007); L’Oriente e noi. Orientalismo e postmoderno (Brescia 2007); Liturgia e inculturazione (a cura di, Padova 2009); La natura del rito. Tradizione e rinnovamento (a cura di, Padova 2010); Religione visibile. La forza delle immagini nella ritualità e nella fede (Brescia 2011).

 

 

Il seminario è parte integrante della attività didattica del Master ma può essere frequentato anche singolarmente. Per info: isur@libero.it; 346/5006345.

 

 

 

 


[1] Goulet, Jean-Guy A. & Bruce Granville Miller. 2007. Extraordinary Anthropology. Transformation in the Field. Lincoln & London: University of Nebraska Press.

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