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NEWSLETTER FEBBRAIO 2018/1
Oggetto: NEWSLETTER FEBBRAIO 2018/1
Data invio: 2018-02-02 11:33:50
Invio #: 75
Contenuto:

ISUR/SCUOLA SUPERIORE DI FILOSOFIA ORIENTALE E COMPARATIVA

NEWSLETTER: febbraio 2018

 

  1. CICLO DI CONFERENZE

TRA UMANI E ANIMALI. QUESTIONI DI SPECIE

 

L'Istituto di Scienze dell'Uomo di Rimini ha organizzato presso la Biblioteca Gambalunga un ciclo di tre conferenze sulla cosiddetta "questione animale", oggetto di interesse e di studio per molti filosofi contemporanei. La filosofia dovrebbe infatti assumersi il compito di ridefinire l'umano, il nostro modo di pensare la vita in comune nel mondo e il nostro ruolo nella natura. I tre incontri si pongono l'obiettivo di impostare in modo consapevole e serio problemi e prospettive riguardanti la relazione tra il mondo animale e quello umano.

Che cos'è l'antispecismo? Che rapporti legano gli umani agli altri animali? Quand'è che l'uomo ha cominciato a considerare gli altri animali come mere risorse da utilizzare?  E' possibile trovare una dimensione umana che non sia strettamente antropocentrica e specista? A queste e altre domande cercheranno di rispondere Margherita D'amico (giornalista e scrittrice), Benedetta Piazzesi (filosofa e ricercatrice) e Massimo Filippi (neuroscienziato e filosofo antispecista).

Gli incontri, a ingresso libero, si svolgeranno presso le Sale Antiche della Biblioteca Gambalunga di Rimini. In occasione delle conferenze, dal 10 al 17 febbraio, presso la Galleria dell'Immagine sarà possibile visitare la mostra fotografica di Stefano Belacchi dal titolo “Un incontro mancato”.

Al termine degli incontri si proseguirà con un aperitivo in compagnia dell'autore e con le associazioni aderenti all'iniziativa presso il Bar Lento in via Bertola 52.

 

SABATO 10 FEBBRAIO 2018 ORE 17

Margherita D'amico presenta SOCRATE 2896 (Bompiani, 2016)

Lucilla è una bambina del tutto speciale, Socrate è un toro maremmano di nove quintali dalle lunghe corna bianche. Hanno sette anni, sono cresciuti insieme e all’alba di domani la vita di entrambi cambierà. Questa è dunque la notte dell’addio, o forse di un nuovo inizio. A nome degli animali e della natura Socrate ha affidato a Lucilla un prezioso messaggio per l’umanità sbandata. A lungo ci hanno ragionato insieme, mentre, stagione dopo stagione, la loro amicizia si trasformava nel preparativo di una missione. Non va sprecato neppure un minuto, prima che sorga il sole, per ripassare quanto la piccola ambasciatrice riferirà all’uomo, offrendogli la luminosa chiave capace di mutare il suo destino.

Margherita D'amico: scrittrice e giornalista pubblicista, attivamente impegnata per i diritti dei più deboli, in particolare degli animali, la salvaguardia dell'ambiente e una convivenza più giusta e sostenibile fra l'uomo e le altre specie. Collabora con il Corriere della Sera dal 1989 al 2012 occupandosi dapprima di spettacolo e cultura, quindi specializzandosi in temi umanitari, sociali, ambientali e animalisti. Dal 2012 collabora con la Repubblica. Pubblica il primo romanzo, Rane, nel 1993. Seguono Ritratto con mangusta, Il Secondo di Bordo, L’Aquila delle Scimmie, oltre a romanzi e racconti per ragazzi. Scrive e traduce per teatro, cinema, radio. Nel 1996 pubblica una lunga intervista biografica a sua nonna, la sceneggiatrice Suso Cecchi d’Amico, che nel 2004 darà spunto al documentario Suso racconta. Con Luca Zingaretti, per sostenere i progetti in loco di AMREF, ha realizzato a Gulu, nell’Uganda del Nord, il documentario Gulu-una guerra dimenticata. Nel 2007 esce per la prima volta La pelle dell’orso, che nel giugno 2012 esce nella nuova edizione La pelle dell’orso – dalla parte degli animali (Bompiani), il quale analizza l’ingiustificabile principio su cui si basa l’intera civiltà umana: il mancato riconoscimento dell’identico diritto alla vita di ogni altra specie. In particolare alla difesa degli animali, degli alberi e dei luoghi naturali, Margherita ha dedicato molte inchieste: nella convinzione che benessere, progresso, salvezza, futuro non possano prescindere da una nuova intelligenza nel condividere la Terra con tutti i suoi abitanti. Nel 2017 ha pubblicato con Gallucci Conosco i miei polli. Gli animali ci definiscono.

 

SABATO 17 FEBBRAIO ORE 17

Benedetta Piazzesi presenta COSi' PERFETTI E UTILI. GENEALOGIA DELLO SFRUTTAMENTO ANIMALE (Mimesis, 2015)

Questo saggio inaugura un lavoro genealogico sul potere zootecnico: una sorta di scavo archeologico tra gli archivi scientifici e tecnici, volto a ricostruire il verbale del potere di usare gli animali. Dal mondo agricolo preindustriale al moderno allevamento biologico, i processi storici hanno modificato i metodi e le finalità di sfruttamento animale, che sono qui osservati secondo linee di continuità e momenti di svolta. Secondo una prospettiva sensibile ai concetti di fondo della politica moderna è messa in luce la circolazione di queste categorie tra dentro e fuori il luogo apparentemente non politico dell’allevamento. Ciò permette di sondare la parentela tra l’istituzione zootecnica e gli altri istituti di sapere-potere che si vanno formulando in quella medesima età dell’oro delle scienze che si situa tra rivoluzione scientifica e rivoluzione industriale. Sotto questa lente le tecniche di governo sui non umani ci appaiono a tratti inedite, a tratti spiranti una certa “aria di famiglia” comune ad altri luoghi di potere, dove i viventi sono resi perfetti in quanto utili e in cui è portata a compimento l’utilità della perfezione. Un’interrogazione delle orme lasciate dagli animali nel passato, utile per il presente nella proposta di una messa in mora di letture destoricizzanti e metafisiche che investono sia i soggetti animali che il potere che ci coinvolge. In cambio di uno spazio lasciato alla liberazione.

Benedetta Piazzesi: Studiosa di filosofia e antropologia, dottoranda in Filosofia presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove lavora al problema della soggettività animale nella filosofia contemporanea. Fa parte della redazione di Liberazioni. Rivista di critica antispecista e ha pubblicato per Mimesis Così perfetti e utili. Genealogia dello sfruttamento animale (2015) e Un incontro mancato. Sul fotoreportage animalista (2017). Insieme a G. Mormino e R. Colombo, di recente ha pubblicato per Cortina Dalla predazione al dominio. La guerra contro gli animali.

 

SABATO 24 FEBBRAIO ORE 17

Massimo Filippi presenta QUESTIONI DI SPECIE (Eleuthera, 2017)

In risposta all'animalismo da talk show, questo libro sostiene una tesi molto chiara: lo sfruttamento e la messa a morte dei corpi animali sono parte integrante dell'ideologia e delle prassi di potere. La società in cui viviamo utilizza la carne dei non umani (e di chi a questi è equiparato) come materiale da costruzione per le sue architetture gerarchiche, al fine di riprodurre la struttura sacrificale su cui si erge. La risposta a questo orrore non può che tradursi in un antispecismo politico; un antispecismo che dovrebbe ibridarsi con le acquisizioni teoriche e pratiche degli altri movimenti di liberazione e, al contempo, guadagnare credibilità per smascherare l'antropocentrismo che in quelle acquisizioni si annida. Il movimento antispecista non è più chiamato a dimostrare l'inconfutabile sofferenza degli animali, ma a interrogarsi su come realizzare la liberazione dei corpi sensuali. È da qui che potrebbe prendere forma un movimento politico capace di non farsi assorbire nel ventre del sistema.

Massimo Filippi: Neuroscienziato e professore ordinario di Neurologia all'Università Vita Salute del San Raffaele di Milano, esperto delle moderne tecniche di neuroimaging, filosofo attento alle tematiche etiche riguardanti umani ma soprattutto animali. E' prima di tutto un altro animale che da anni si occupa di antispecismo da un punto di vista filosofico e politico. Socio fondatore dell'associazione “Oltre la Specie” e redattore di “Liberazioni. Rivista di critica antispecista”, ha pubblicato numerosi volumi sull'argomento, tra cui Ai confini dell'uomo. Gli animali e la morte (Ombrecorte, 2010); I margini dei diritti animali (Ortica, 2011); Natura infranta. Dalla domesticazione alla liberazione animale (Ortica, 2013); Penne e pellicole. Gli animali, la letteratura e il cinema (Mimesis, 2014); Crimini in tempo di pace. La questione animale e l'ideologia del dominio (Eleuthera, 2015); Sento dunque sogno (Ortica, 2016); L'invenzione della specie. Sovvertire la norma, divenire mostri (Ombrecorte, 2016).

 

  1. 2. SCUOLA SUPERIORE DI FILOSOFIA ORIENTALE E COMPARATIVA

24/25 febbraio seminario sulla “Filosofia indiana” con il prof. M. Bergonzi.

Sabato ore 10/13 – 14,30/18,30; domenica ore 9,30/12,30.

Programma

Il pensiero sapienziale indiano fra ‘filosofia’ ‘religione’ e ‘soteriologia’.

I 4 ‘scopi’ della vita , e i 4 asrama.

Dharma, karma e moska.

Cosmogonia e mistica della parola nel pensiero indiano.

Le origini del samkhya, dello yoga e del vedanta: inni vedici, i Brahmana e la mistica del sacrificio, gli Aranyaka e le corrispondenze fra micro- e macro- cosmo, il pensiero sapienziale delle Upanisad come matrice ‘seminale’ delle filosofie indiane.

Elementi proto-samkhya, proto-yoga e proto- vedanta nell’epica(Mahabharata).

La sintesi della Bhagavadgita.

Il samkhya classico: le Samkhyakarika di Isvarakrsna.

Lo yoga classico: gli Yogasutra di Patanjali.

Il kevaladvaitavedanta di Sankara.

Il tantrismo: caratteri generali.

Lo sivaismo: kashmiro.

 

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