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NEWSLETTER GENNAIO 2018 (1)
Oggetto: NEWSLETTER GENNAIO 2018 (1)
Data invio: 2018-01-09 12:11:21
Invio #: 74
Contenuto:
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ISUR/SCUOLA SUPERIORE DI FILOSOFIA ORIENTALE E COMPARATIVA

 

NEWS LETTER gennaio 2018 (1)

 

1.

Nel 2018 si completeranno il Corso di Diploma ed il Master avviati nel 2017 con l’attivazione del 2° anno. Per questa ragione è possibile iscriversi al primo anno di detti corsi solo per coloro che intendano seguirli nella modalità “a distanza”.

Questo il calendario delle lezioni del 2018.

DIPLOMA

1)      Estetica comparata (prof. A. De Simone)                                13/14 gennaio

2)      Filosofia indiana II (prof. M. Bergonzi)                                     24/25 febbraio

3)      Buddismo Ch’an (prof. S. Zacchetti)                                         24/25 marzo

4)      Mistica comparata I (prof. A. Grossato)                                  7/8 aprile

5)      Buddismo giapponese (prof. A. Tollini)                                   19/20 maggio

6)      Sufismo (prof. P. Urizzi)                                                              2/3 giugno

7)      Filosofia islamica II (prof. M. Campanini)                                22/23 settembre

8)      Filosofia comparata II (prof. G. Magi)                                      10/11 novembre

9)      Psicologia transpersonale II (prof. G. Magi)                            8/9 dicembre

 

MASTER

1)      Filosofia africana: dalla parola al pensiero e dall’organizzazione familiare

al senso dell’esistenza.  (prof. Pedro F. Miguel)                     20/21 gennaio

2)      Tantrismo. La tradizione non duale del Medioevo in Kashmir (prof.ssa G. Lussana)                                                                                        10/11 marzo

3)       Meditazione buddhista. Per una fenomenologia del corpo e della mente

(prof. A. Terrin)                                                                            28/29 aprile

4)      Malattia e cura tra oriente e occidente. (prof. G. Pizza)         5/6  maggio

5)      I Ching, tempo e sincronicità. (prof. A Sabbadini)                  15/16 sett.

6)      Le forme della “bellezza” tra oriente e occidente.  (prof. M. Ghilardi)

6/7 ottobre

E’ possibile frequentare anche singoli seminari.

Per informazioni ed iscrizioni: isur@libero.it; 346/5006345.

2.

Filosofia in Africa

Seminario Rimini 01.18

 

In Africa, una ricerca formalmente dichiarata del senso, sistematica e razionalmente organizzata, nell’ambito del pensiero africano ha origini recenti. Ma gli interrogativi che preparano questa ricerca hanno un passato remoto.

Chiamati a domare una delle masse continentali più estese e fisicamente più difficili del mondo, per i problemi formativi e nelle loro soluzioni, gli Africani non potevano limitarsi a mettere in azione la loro capacità muscolare,  ma, non sembra difficile dedurlo, che fossero  sollecitati principalmente ad attivare le loro facoltà mentali.

Dalla parola al pensiero,

dall’organizzazione socio-familiare al senso della esistenza

Fare filosofia nelle culture africane significa, dunque,  considerare questa disciplina come un insieme di discorsi pensati e comunicati allo scopo di affrontare i problemi di fondo di tali culture, nei vari momenti e nelle varie forme della loro evoluzione, soprattutto in rapporto ad alcuni interrogativi particolari.

Chi è stato in Africa avrà visto, in effetti,   quelle mega  riunioni che periodicamente coinvolgono  con  lunghe sedute l’intero villaggio, appunto per discutere i problemi concernenti all’andamento del villaggio stesso. In tali ricorrenze, l’oralità  conduce gli uomini  a nuovi percorsi, come se si fecondassero reciprocamente.

(Del resto, dicasi fra parentesi, anche la grande tradizione greca fu la filosofia parlata, la discussione. Il filosofo emergeva dal lavoro collettivo. Il maestro, invece di sovrapporsi ai discepoli, appena si esponeva).

Queste sedute, nella mia lingua, il bantu-kimbundu,  vengono chiamate maka; nei paesi africani fancofoni vengono chiamate palabre.

Termini che indicano che nei momenti di riformulazione della vita, la filosofia cessa di essere letterario, curiosità e circolarità, per essere decisione che si rifletta nella condotta della vita.

Viene da sé, quindi,  che la gran parte della filosofia africana, rispetto a quella accademico-occidentale, la troviamo  diluita nel letto tradizionale delle istituzioni: familiari, socio-religiose, etiche, politiche, giuridiche, economiche.  Una delle guide più prossime per accedere al cuore di tali istituzioni sono le lingue.

Questo nostro seminario vuole partire, per ciò,  dall’analisi di un ceppo linguistico dell’Africa nera, che è il ceppo linguistico  Bantu. Bantu (con l’accento tonico sulla prima vocale) è uno dei plurali della parola Muntu, che tradurrebbe l’espressione persona-in. Ma nel Muntu stanno i vivi, gli Antenati e i nascituri, per cui Bantu potrebbe essere tradotto con Popolo, Nazione. E l’Africa bantu di cui mi occuperò in questa sede  è quell’Africa abitata appunto nella maggior parte da popolazioni di etnia Bantu, ossia quell’Africa compresa grosso modo fra i due deserti (Sahara e Kalahari) e i due Oceani (Atlantico e Indiano), ma neanche di quest’Africa è possibile partire da una visione monolitica per parlare ad esempio delle sue espressioni culturali.

***

Per saperne di più:

-         Sulle lingue di ceppo Bantu:

V. opere di MIGUEL, Pedro Francisco,  in Wikipedia, in particolare: Honga.

JAHN Janheinz, Muntu. La civiltà africana moderna, Einaudi, Torino 1961.

-         Sul pensiero africano:

NDAW, Alessane, La pensée africaine. Recherches sur les fondements de la pensée négro-africaine, Les Nouvelles Éditions Africaines, Dakar 1983

MIGUEL, P. F., in Wikipedia, in particolare: Kijila. Per una Filosofia Bantu.

----------------------------------:  Muxima. Sintesi epistemologica di filosofia africana

 

-         Sulle istituzioni socio-antropologiche africane:

GRIAULE,  Marcel, Dio d’acqua, Bompiani 1968

KI-ZERBO, Joseph, Storia della’Africa nera. Un continente tra la preistoria e il    futuro,  Einaudi, Torino 1977

SENGHOR,  Léopold Sédar. Liberté 1. Negritudine e umanesimo, Rizzoli 1974.

DAVIDSON, Basil, La Civiltà africana. Introduzione a una storia culturale dell’Africa, Einaudi, Torino 1972

LATOUCHE Serge, L’altra Africa. Tra dono e mercato, Bollati Boringhieri, Milano 1997

 

***

Sintesi biografica di Pedro F. Miguel

Pedro Francisco MIGUEL, nato a Casseno – Angola.

CITADINANZA:  angolana/italiana

TITOLI DI STUDIO

Laurea in Filosofia, presso l’Università di Bari, 110/110 e lode

Laurea in Teologia Morale, presso l’Accademia Alfonsiana di Roma, Summa cum laude.

LINGUE: Kimbundu, Portoghese, Francese, Italiano.

ESPERIENZE PROFESSIONALI  e REFERENZE

-       Già Docente di Materie Umanistiche in Centri della Formazione Professionale della Regione Puglia.

-       Già Docente a contratto presso la Facoltà di Lingue dell’Università di Lecce per il seguente insegnamento: Letterature Africane di Espressione Portoghese.

-       Già Docente a contratto presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bari per il seguente insegnamento: “Sociologia delle Migrazioni”.

-        Già Docente a contratto presso la Facoltà di Scienze della Formazione      dell’Università di Bari per il seguente insegnamento: “Sociologia delle relazioni etniche”.

-       È  presente nell’ Enciclopedia Multimediale De Agostini in 22 Volumi, alla voceAngola, tra gli intellettuali angolani contemporanei .

-       È presente nell’Enciclopedia della persona nel XX secolo, a c. di Antonio Pavan – Edizioni Scientifiche Italiane, alla voce MIGUEL Pedro Francisco.

-       È presente in Wikipedia, alla voce Pedro Francisco Miguel.

 

 

 

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